La psicocinetica nel calcio

4 gennaio 2011 by emiliano adinolfi

PERCHE’  LA PSICOCINETICA ?

Il calciatore è sottoposto in ogni momento della gara ad un
bombardamento di stimoli di varia natura.
Il calcio d’altra parte è una disciplina sportiva di tipo aperto, nella quale
l’azione è in funzione di quello che si verifica momento per momento.
In esso, come avviene nel basket, nella boxe, nella scherma…, l’ambiente
esterno è in continuo cambiamento e le informazioni da tenere in
considerazione, per dare una risposta adeguata, sono pressoché illimitate.
L’imprevedibilità è la caratteristica principale del calcio.
L’acquisizione delle informazioni, la capacità di leggere le situazioni, il saper
indirizzare l’attenzione su ciò che è veramente rilevante (piuttosto che su
quello che non lo è), la capacità di anticipazione (cioè la capacità del
calciatore di trovare soluzioni ai quesiti posti dalle varie situazioni prima
dell’avversario), sono delle vere e proprie qualità, in gran parte dipendenti
da patrimonio genetico individuale dell’atleta, ma che comunque devono
essere allenate e stimolate contemporaneamente ed in maniera
integrata, con tecnica, tattica e preparazione atletica.
D’altronde il calciatore deve elaborare soluzioni in continuazione, deve capire
e riconoscere le situazioni, deve saper scegliere nella propria mente la
soluzione giusta e creare la risposta adeguata.
Pertanto, un allenamento specifico nel calcio deve tenere necessariamente
conto di tutti i processi mentali che precedono la risposta motoria.
Ottimizzare il sistema sensoriale, i processi attentivi, la capacità di
memoria, sono la base per ottenere una risposta motoria adeguata ed il più
velocemente possibile.

METODOLOGIA E DIDATTICA
Nel lavoro psicocinetico l’allenamento deve essere particolarmente metodico
ed ordinato, deve darsi una programmazione precisa e porsi
obiettivi semplici.
Le esercitazioni, inizialmente, dovranno essere di facile risoluzione, per evitare
atteggiamenti di rifiuto e stimolare, di contro, un atteggiamento critico,
costruttivo da parte dei giocatori.
I tempi di lavoro non dovranno essere troppo lunghi (15’-20’ a seduta) e
dovranno prevedere adeguati recuperi (ogni 3’-4’).
I recuperi andranno utilizzati per valutare e confrontare le eventuali
difficoltà riscontrate.
Risulta sconsigliabile effettuare lavori psicocinetici in vicinanza delle
competizioni, fatti salvi quelli già abbondantemente acquisiti e consolidati
in maniera decisa.
In questo caso si lavora in funzione dei processi attentivi e della
concentrazione.
La maggior parte dell’attività psicocinetica va svolta lontano dalle
gare, specialmente in fase di preparazione pre-campionato.
Gli esercizi di psicotecnica, in particolare, richiedendo
elaborazioni mentali molto spesso complesse, non andranno utilizzate in
prossimità delle gare.
Gli esercizi di psicoatletica, al contrario, richiedendo elaborazioni mentali
inferiori, potranno essere utilizzati in prossimità delle gare, in particolare
quelli in grado di stimolare la rapidità e la reattività motoria attraverso la
stimolazione massima dei processi di attenzione e della concentrazione.
Ripetere le esercitazioni più volte consentirà, inoltre, di memorizzare gli
stessi come via via elaborati e quindi, la possibilità connessa, di utilizzarli in
ulteriori contesti, analoghi o diversi.
Ciò permetterà di ottimizzare e velocizzare le capacità di comprensione
della situazione, di scelta mentale della soluzione, di creazione dell’atto
motorio.

Lo scopo principale della psicocinetica sarà quello di contribuire alla
formazione di un calciatore che sappia osservare la realtà non soltanto con gli
occhi ma anche con la mente.
Formare quindi un calciatore che riesca a capire in anticipo le situazioni e
sappia selezionare un programma motorio corrispondente alla risposta
motoria più adeguata, nelle contingenti situazioni spazio-temporali.
La mente umana possiede qualità inimmaginabili e per questo ritengo che anche nel calcio, e nello sport in
genere, il futuro risieda proprio nello studiare metodologie di allenamento che possano stimolare sempre più e
sempre meglio, fino ai massimi livelli, le possibilità della psiche umana..


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