1. ABC TIRO IN PORTA

    10 dicembre 2013 by emiliano adinolfi

    Progressione didattica  per la conclusione a rete

    (1vs0, 1vs1, 2vs1, 2vs2)

    per Scuola Calcio, Settore Giovanile, Prime squadre

    Settore giovanile Calcio Inglese

     


  2. Guardiola Bayern Monaco Gioco di Posizione

    21 ottobre 2013 by emiliano adinolfi

    Guardiola Bayern Monaco Gioco di Posizione

    Gioco di posizione:

    Campo 30 metri per 25 metri

    Totale 11 Giocatori

    3 Giocatori Gialli

    4 Giocatori Grigi

    4 Giocatori Blu

    Obiettivo dell’esercitazione:

    Profondità ed Ampiezza

    Alternativa di passaggio con una giocata filtrante o passante

     


  3. Il segreto di Garcia? Le tattiche al Subbuteo

    9 ottobre 2013 by emiliano adinolfi

    TATTICA e SUBBUTEO

    tattica

     

     

     

     

     

     

     

    Il suo segreto è poggiato su un panno verde. Bello stirato, con le righe del campo ben delineate compresa quella della linea di tiro, il tessuto in stoffa (prima dell’avvento dell’astropitch) adagiato con le puntine su un tavolo di compensato, con tanto di porte, squadre, arbitri e bandierine. Magari anche il recinto verde e il tabellone in finto legno. Proprio come i più “avvelenati” appassionati. E’ il 1974 e un ragazzino francese di origini andaluse chiamato Rudi, in onore di un ciclista tedesco dell’epoca (il biondo Rudi Altig), passa pomeriggi interi a giocare con il suo passatempo preferito nella sua casa di Nemours, vicino all’Ile de France. Papà Josè fa il giocatore di professione e lui, Rudi, dieci anni appena,  si diverte con il Subbuteo, il calcio da tavolo che in quegli anni era considerato – per un amante del pallone – il “Gioco” per quella capacità di sviluppare la fantasia e la strategia muovendo quei giocatori a punta di dito. Stava iniziando a stregare una intera generazione e Rudi era uno di quei ragazzi che sfruttavano ogni momento per mettersi intorno a quel tavolo. Si diverte a prendere le squadre, inventare schemi, tattiche, un po’ come facevano all’epoca Stanley Matthews e Nat Lofthouse e successivamente Bobby Charlton e Kevin Keegan, stelle del calcio inglese chiamati a promuovere quel gioco inventato da un ornitologo appassionato di calcio, Peter Adolph. Numerose formazioni inglesi di calcio utilizzavano il Subbuteo per studiare le tattiche di gioco, al posto delle vecchie lavagne e Rudi, prima ancora che si avventurasse in una breve carriera da calciatore nel Lilla e poi nel Caen,  faceva lo stesso. «Mi piaceva starlo a guardare quando provava le sue prime tattiche con il Subbuteo, era uno spettacolo”. A parlare è Sandrine, la sorella di Rudi Garcia, classe ’64, attuale allenatore della Roma, il tecnico vincitore di uno scudetto con il Lille due anni fa e che adesso è in testa alla classifica di serie A. Intervistata dal quotidiano francese  Le Parisen, la sorella ha svelato il segreto del successo del fratello, considerato un maniaco della tattica e del gioco, che schiera le sue squadre quasi sempre con il 4-3-3. Il suo gioco, prettamente offensivo, prevede possesso palla e fraseggio corto, vuole che i suoi giocatori effettuino un pressing alto, per recuperare rapidamente il pallone, per poi verticalizzarlo. La sua difesa ideale è composta da un centrale fisicamente prestante e un altro che sia bravo ad impostare il gioco, mentre i suoi terzini devono garantire un certo contributo in fase d’attacco. Tutto questo ha iniziato a sperimentarlo attraverso quel gioco da tavolo per svilupparlo sul campo, una volta appesi gli scarpini al chiodo, iniziando nel 1998 la carriera di allenatore come preparatore atletico nel Saint-Étienne, ruolo che ha ricoperto per due stagioni prima di diventare il tattico della squadra, ossia colui che studia le strategie degli avversari.


  4. Luciano Spalletti:fase difensiva e possesso palla

    28 giugno 2013 by emiliano adinolfi


  5. Il calcio moderno del Borussia Dortmund

    8 maggio 2013 by emiliano adinolfi

    Jurgen-Klopp

     

     

     

     

     

     

     

     

    Sentiamo spesso la definizione di “calcio totale” da parte di giornalisti che spesso usano questa per criticare i progetti buoni ma non ancora solidi, quando potrebbero accostare tale definizione a squadre magari giovani ma che incantano e vincono contro squadre ben più attrezzate anche a livello economico. Li hanno definiti giovani di belle speranze, divertenti, belli da vedere, ma forse tutto ciò non rende pieno merito alla caratura tattica di squadra del Borussia Dortmund di Jurgen Klopp.

    Possiamo tranquillamente associare il nome della squadra di Dortmund alla definizione di calcio totale, con un pizzico di incoscienza ben incanalata dal Mister Tedesco. Chi ha avuto il piacere di guardare i campioni di Germania (per ben due anni di fila) ha notato con piacere la coralità e le idee ben espresse dal collettivo, che (a proposito di progetto) ha costruito la squadra con elementi giovani ma con grande personalità e per nulla intimoriti di fronte ai grossi palcoscenici. La compagine giallonera sembra un mix perfetto di calciatori giovani, un allenatore (anch’esso giovane) dai modi rudi ma molto molto preparato, ed un pubblico che al Westfalenstadion con il proprio calore crea la giusta adrenalina per gli incontri di cartello.
    Abbiamo definito il gioco del Borussia calcio totale: Definiamo calcio totale la situazione tattica in cui nessun calciatore è ancorato al proprio ruolo ma ripiega a seconda della situazione di gioco. Questo è quello che ha in mente Klopp quando schiera i propri uomini in campo. Una squadra che pensa con una sola mente e che esegue movimenti di gioco corali. La disposizione tattica parte con un 4-2-3-1 con un gioco impostato sulle fasce, sfruttando la rapidità degli esterni che spesso cercano l’uno contro uno o dialogano con la punta centrale, che funge da sponda per le fasce stesse o per i centrocampisti d’inserimento. Nella fase di non possesso rimane l’idea di un ripiegamento degli esterni che coprono le zone di campo con estrema rapidità così da stringere le linee e tappare gli spazi agli avversari che così tendono a rimanere fuori dall’area.
    Analizzando la squadra con i cosiddetti blocchi (così da capire ogni movimento del singolo in una interazione di squadra): Troviamo una linea difensiva di grande qualità: Hummels e Subotic sono ormai le colonne insostituibili di questa squadra, grazie alla loro qualità nelle 3 fasi di gioco che andremo a trattare: Nella fase di non possesso giocano in sintonia perfetta, riuscendo a chiudere le uscite l’uno dell’altro e di scalare nella diagonale quanto basta per avere la giusta protezione. Dato il lungo periodo di conoscenza sembrano una persona sola. Nella fase di transizione sfruttano la loro qualità tecnica (specie il tedesco Hummels) e riescono ad impostare il gioco offensivo molto rapidamente, permettendo ai compagni d prendere si il campo, ma senza dover stare spalle alla porta, e giocare così la palla ricevuta in corsa, quindi vediamo spesso questo lavoro svolto sugli esterni. In fase d’attacco ragionato, notiamo la bravura nel liberarsi così da permettere lo scarico al compagno che magari si vede chiuse le linee di passaggio. Dalle colonne difensive passiamo ai terzini che ormai sono inamovibili in questa squadra: Piszczek e Schmelzer. Dotati di ottima qualità che si lega alla facilità di corsa, il compito impartitogli da Klopp si consuma sopratutto nelle sovrapposizioni: vediamo subito che nella fase di transizione entrambi riescono(a seconda della logica e delle diagonali di gioco) di andare con estrema rapidità a creare sovrapposizioni per gli esterni d’attacco, così da poter essere lanciati in corsa nello spazio a ridosso dell’area o servire la punta con cross che spesso risultano essere precisi. Finita l’azione rientrano e stringono le linee in maniera molto esemplare, ma faticano nelle diagonali e nell’andare a stringere quei due metri di spazio che spesso sono causa di inserimenti e gol degli attaccanti o dei centrocampisti della squadra avversaria. Ultima nota e forse anche pecca la si riscontra nell’estremo difensore che quest’anno non sembra garantire la sicurezza nel giocare la palla in situazioni d’attacco, ne quelle parate in cui si esibiva lo scorso anno(solo 22 gol nell’arco del campionato)
    Passando al blocco di centrocampo ci troviamo di fronte ad una linea mediana che vive del cosiddetto lavoro sporco (e quindi spesso in ombra): Bender (per il dispiacere di Klopp fermo per infortunio), Kehl e Gundogan. Sono due (per logiche di modulo) tra questi tre a generare spesso le azioni da gol del Borussia (vedi il gol di Lewandoswki che nasce dalla pressione e recupero della palla di Kehl su Ozil) e limitare gli inserimenti dei centrocampisti, seguendo i movimenti senza palla e contrastando molto bene negli uno contro uno. Hanno la capacità di tener ben alta la linea mediana avversaria (Bender su tutti) e di inserirsi qualora risulti necessario, e in fase di transizione, e in fase d’attacco quando può servire qualche inserimento dalla linea mediana(5 gol in 3 in questo avvio di stagione). Sicuramente il segreto e la forza di questa squadra risiede nei quattro giocatori che in avanti fanno la differenza con le loro giocate. Il talento tra i più ambiti d’europa Mario Goetze, uno tra gli esterni più micidiali Marco Reus, il polacco Blaszczykowski (che spesso si alterna con Perisic e Grosskreuzt) e l’ariete d’attacco Robert Lewandowski. Gioco di prima, avvolgente, triangolazioni e velocità d’esecuzione, rendono imprevedibile e spesso letale la manovra degli uomini di Klopp che però non lascia nulla al caso: Chiede molto sacrificio ai suoi uomini data la sua velocità e quindi in fase di non possesso la squadra si stringe dietro la linea della palla, con i solo Lewandowski in avanti, con Reus un po avanzato di un metro e mezzo in modo da poter ricevere palla o ripartire con più facilità, e gli esterni Reus e Blaszczykowski che si abbassano in modo da trasformare il modulo in un 451 e tenere ben strette le linee e le maglie di difesa, e non disdegnando un pressing fastidioso sul portatore, quando la squadra di muove sulla linea diagonale del campo. Nella fase di ripartenza parte il gioco voluto e studiato nel dettaglio da Klopp. Sul recupero del pallone, gli esterni(seguiti dai terzini come detto prima) si distendono per dieci metri così da ricevere in pallone in corsa da Hummels o spesso Goetze che con estrema precisione(n.b. Il Borussia ha con se un macchniario iper-tecnologico con cui far allenare sui lanci lungi in diagonali i calciatori, così da rendere sempre precise le azioni in ripartenza) pescano il compagno in corsa e farlo andare centripetamente nell’uno contro uno o al cross per Lewandowski sempre dinamico e molto pronto sia di testa che nel proteggere la palla e tirare in porta o servire gli inserimenti a ridosso dell’area. Nella fase di possesso, ad amministrare il gioco con estrema classe e rapidità troviamo sempre Goetze che grazie al suo dribling fulmineo crea la superiorità numerica e riesce così a servire i compagni che tendono a tagliare in area; Quando non riesce a giocare da rifinitore è lui stesso(spesso in sinergia con Reus, abile palleggiatore con istinto del gol come ci testimoniano i suoi numeri), tende a tagliare in area ed inserirsi negli spazi tra le linee della difesa avversaria, così da permettere l’inserimento dei terzini o degli esterni d’attacco. La peculiarità delle azioni degli uomini di Klopp è che spesso nelle diagonali servono il compagno palla a terra con velocità così da prendere contro-tempo il movimento del difensore, che ha già eseguito un passo con la parte del corpo seguente il piede d’appoggio.La squadra di Klopp,gioca un calcio molto veloce, quasi rifiutando le statistiche del possesso palla, con azioni che durano tra i 7 ed i 10 secondi.
    fonte puntosport24